Comune di Cupramontana

MUSEO DELLE ETICHETTE


Il museo è ospitato nel gentilizio Palazzo Leoni costruito dall’architetto D. Apollonio Tucchi alla fine del 1700 per volontà dell’omonima famiglia.
L’esposizione, nata dalla prima collezione del signor Franco Rossi, è stata curata dallo storico e critico d’arte Armando Ginesi e, dopo l’apertura del 1987, si è ulteriormente ampliata con nuove raccolte provenienti da tutto il mondo. Attualmente si conta un patrimonio di circa 100.000 etichette distribuito in tre sezioni e supportato da un sistema informatico di ricerca e catalogazione delle opere presenti.

Donnez Wannanz

La sezione storica raccoglie le etichette dei primi anni del ‘900 con una massiccia presenza dei grandi nomi francesi come gli Chateaux del Bordolese, Graves, Sauternes, Pomerol ecc.

Ci sono le prime etichette di Chateau Lafite e quelle del Mouton Rotschild per il quale, a partire dal 1945, il Barone Philippe inaugurò la serie di etichette firmate, anno dopo anno, da un grande artista contem

poraneo. Un particolare riferimento va alla produzione vinicola del territorio che ospita il museo: terra vocata alla produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi di cui Cupramontana è una delle storiche capitali

Tra le aziende marchigiane di chiara memoria, non poteva mancare la nota etichetta apparsa sulla celeberrima anfora (disegnata dall'architetto Antonio Maiocchi) della Fazi Battaglia nel 1954 con la quale il Verdicchio fu conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

La sezione contemporanea è costituita da etichette provenienti da tutti cinque i continenti; un lungo viaggio attraverso gusti grafici, emblemi, ricerca di originalità ma, soprattutto, specchio della propria terra perchè illustrata con toni che diventano esotici, 

Et Rambaldi

a tratti insoliti, specie quando ci si addentra nell’osservazione di immagini accompagnate da scritte in cirillico, arabo o gli ideogrammi del Sol Levante..

Le sale accolgono inoltre numerose serie dedicate a particolari eventi o personaggi: 

la serie Forza Italia disegnata da Giorgio Forattini in occasione dei Mondiali di calcio del 1990, le etichette degli anni Quaranta e Cinquanta che, prendendo spunto dai manifesti cinematografici, propongono donne in abiti tradizionali, quelle più recenti degli anni Sessanta con la Cuvée Erotiques Cotes du Rhone, la Cuvée Sexy o la Cuvée Libertine, collezioni dedicate ai funghi, agli animali, alle automobili, ai personaggi storici, ai 100 anni del cinema prodotto dalla 20th Century Fox e altre rarità.


La sezione artistica è in continua evoluzione grazie alla manifestazione Vinimmagine che ogni anno raccoglie e propone al grande pubblico, bozzetti di grandi artisti contemporanei appositamente creati per le bottiglie di vino. Hanno partecipato insigni nomi come Enrico Baj, Vladimir Velickovic, Zoran Music, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Piero Dorazio, Salvatore Fiume, e un particolare bozzetto, per un ipotetico Vinus Venus, è stato disegnato anche da Carlo Rambaldi, il quale, da buon papà dell’extraterreste più famoso del mondo, non ha mancato di ritrarre il suo ET con un bicchiere tra le braccia.

La rassegna, curata da Armando Ginesi, è dedicata alla memoria di Luigi Bartolini incisore, pittore e scrittore (autore del libro Ladri di biciclette dal quale De Sica ha tratto l’omonimo film) nato a Cupramontana nel 1892 e scomparso a Roma nel 1963.
Il museo è membro di diritto della Federation Internazionale de l’Etiquette ed è socio fondatore dell’A.I.C.E.V. (Associazione Italiana Collezionisti Etichette del Vino).

www.museo-etichetta.it